L'arte digitale è una forma di creatività bellissima ma, per sua natura, un po' "immateriale".
Vive dietro lo schermo di un computer ed è fatta di pura luce e pixel.
Il vero colpo di fulmine avviene quando questa luce decide di materializzarsi, diventando qualcosa di fisico e da toccare.
È qui che entra in gioco la stampa Fine Art.
Non va vista come una semplice fotocopia o la classica stampa da laboratorio fotografico, ma come una vera e propria traduzione artistica.
Il suo scopo è fare in modo che l'emozione, i dettagli e i colori scelti sul monitor non vadano persi, ma si trasferiscano sulla carta.
Una superficie vellutata invece di usare carte lucide o plastificate, la Fine Art opaca utilizza fogli d'arte nobili realizzati in puro cotone.
Al tatto e alla vista sembrano fogli da disegno d'altri tempi o carte per acquerello.
Profondità senza riflessi la finitura opaca assorbe la luce dell'ambiente in modo morbido.
Questo significa che chi guarda la mia opera non vedrà fastidiosi riflessi della stanza, ma si tufferà direttamente nei miei colori e nelle mie sfumature, che risulteranno calde, profonde e quasi tridimensionali.
Opere che sfidano il tempo, questa combinazione tra carte purissime e inchiostri pregiati fa sì che il mio lavoro diventi eterno.
Non ingiallirà, non sbiadirà e manterrà la stessa identica bellezza per generazioni, trasformando il tuo file digitale in un pezzo da collezione da custodire nel tempo. Per la tipologia delle mie tecniche utilizzate, preferisco stampa Fine Art a getto d'inchiostro su carta cotone
da 305 g/mq.
I miei lavori vengono riprodotti con un numero massimo di 20 esemplari oltre alla Prova d’Autore.
L'esposizione di Marcel Gave a Milano presso la Galleria della Fondazione Paolina Brugnatelli, è stata la prima dopo 40 anni dalla sua ultima. È stato un percorso espositivo in totale assenza di omogeneità. Dalla serigrafia artistica alle incisioni e acqueforti, da dove proviene l'anima artistica di Marcel Gave, si passa ad opere digitali realizzate con strumenti che permettono di semplificare e diversificare il processo di allestimento dei contenuti. Il 6 maggio del 2023 è stata presentata al pubblico per la prima volta la crittografia della Gioconda.
Marcel Gave è stato ospite della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi dal 31 maggio al 14 Giugno 2025.
Una mostra antologica di elaborati e disegni delle sue esperienze digitali. "Arterazioni", questo neologismo riflette un percorso di esplorazione creativa in cui la realtà viene non solo osservata, ma trasformata e manipolata.
Con l'occasione l'autore ha presentato al pubblico per la seconda volta la crittografia della Gioconda generata con il Codice Gave.
Non la firma digitale, ma la firma autentica e autografa su ogni opera digitale ora è brevetto.
Questa è la risposta di Marcel Gave al suo "mestiere", che esercita con passione portandolo spesso a toccare "l'orizzonte con un dito". Marcello non inventa situazioni, costruisce una personale iconografia capace di sviluppi sempre più validi e inediti. Quella firma impressa a lato di ogni simbologia geometrica, è il segno indelebile di assonanze, procedimenti linguistici e massicce sinuosità matematiche che lo accompagnano ancora, in questo mondo immaginario dove la creatività riesce sempre a far sognare.
Il certificato di autenticità viene rilasciato con ogni opera acquistata, esso contiene il numero relativo all'etichetta, la firma dell'autore e alias, la dichiarazione di atto di notorietà, la miniatura ed il nome dell'opera e infine attesta se l'opera è unica, se ha una tiratura dichiarata o se è una prova d'autore.
Alias
Marcello Boccaccini dal 29.10.1982 utilizza lo pseudonimo Marcel Gave per firmare i progetti realizzati e le opere artistiche. Lo pseudonimo è certificato da dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà Art. 4 della legge n° 15 del 4 gennaio 1968.
Le mie opere digitali vengono realizzate esclusivamente attraverso stampa Fine Art, un processo che considero parte integrante dell’opera stessa e non una semplice modalità di riproduzione.
Nel corso della mia ricerca ho constatato che, nonostante la diffusione sempre maggiore della stampa Fine Art, non ho trovato un segno universalmente riconoscibile e condiviso che permetta di identificare immediatamente una stampa realizzata secondo questi criteri.
Anche i grandi produttori di tecnologie e stampanti professionali non hanno, a quanto mi risulta, individuato la necessità di un segno specifico che distingua e garantisca visivamente questo tipo di produzione.
Per questo ho deciso di creare un simbolo che accompagna le mie opere, collocato nell’angolo inferiore destro della stampa.
Esso nasce con l’intento di diventare un segno di riconoscimento e di garanzia che identifica una mia opera originale, realizzata e riprodotta esclusivamente secondo il processo Fine Art da me adottato.
Non è soltanto un marchio, ma la dichiarazione di una scelta e la volontà di considerare la qualità della stampa parte essenziale dell’opera, offrendo a chi la acquista un elemento immediato per riconoscerne l’autenticità.
Ci sono immagini che appartengono alla memoria dell’umanità e che, proprio per questo, sembrano non poter più essere reinventate. La Gioconda è una di queste. Eppure, ogni volta che qualcuno riesce a guardarla con occhi nuovi, qualcosa di lei torna a vivere.
Marcel Gave si avvicina all’opera di Leonardo senza volerla imitare, modificare o reinterpretare secondo un linguaggio già conosciuto. La porta altrove. La accompagna in una dimensione sospesa, dove l’immagine sembra sottrarsi allo sguardo per custodire, nel silenzio, una nuova possibilità di esistere.
Attraverso il suo Codice, Gave trasforma la Gioconda in una presenza quasi segreta: l’immagine non scompare, ma si nasconde.
Rimane lì, silenziosa, come se attendesse qualcuno capace di riconoscerla oltre ciò che gli occhi riescono immediatamente a vedere.
È proprio in questa assenza apparente che nasce il mistero dell’opera.
Quello che sembra perduto è ancora presente; ciò che non si vede continua a esistere, in attesa di essere nuovamente rivelato. L’artista diventa così custode e, nello stesso tempo, interprete di un’immagine che attraversa il tempo per rinascere sotto una forma inattesa.
La Gioconda di Marcel Gave non è soltanto una nuova rappresentazione di un’immagine universale.
È un incontro tra passato e presente, tra ciò che conosciamo e ciò che ancora dobbiamo scoprire.
È un’opera che suggerisce più di quanto mostri e che affida al silenzio una parte del proprio significato.
Forse è proprio questo il senso più profondo del Codice Gave: non nascondere un’immagine, ma darle la possibilità di rinascere.
E così, dopo secoli, il sorriso di Monna Lisa torna a cercarci. Non più soltanto attraverso ciò che vediamo, ma attraverso ciò che, per un istante, possiamo soltanto intuire e anche toccare.
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