L'esposizione

L'esposizione di Marcel Gave presso la Galleria della Fondazione Paolina Brugnatelli a Milano, è stata la prima dopo 40 anni dalla sua ultima.
Un arco di tempo che ha visto nascere e svilupparsi tecnologie impensabili grazie alla rivoluzione informatica che ha cambiato le modalità in cui avviene l'azione comunicativa. Dalla serigrafia artistica alle incisioni e acqueforti, da dove proviene l'anima artistica di Marcel Gave, si passa ad opere digitali realizzate con strumenti che permettono di semplificare e diversificare il processo di allestimento dei contenuti. Per decisione di Marcel Gave, l'esposizione è composta da una sequenza di opere e ritratti che formano un percorso espositivo in totale assenza di omogeneità. Un primo passo per la ricerca di una propria identità artistica nel digitale. Di seguito alcune delle opere esposte alla mostra, non sono presenti i ritratti personali realizzati nel tempo da Marcel gave.

Marcel Gave, certificato di autenticità



Il Certificato
         di Autenticità

Il certificato di autenticità viene rilasciato con ogni opera acquistata, esso contiene il numero relativo all'etichetta sull'opera, la firma di autore e alias, la dichiarazione di atto di notorietà, la miniatura ed il nome dell'opera, infine se è un'opera unica, il numero della tiratura dichiarata o se trattasi di prova d'autore.






Il Ritratto

Dagli albori della pittura, il ritratto è stato utilizzato per mettere in mostra i personaggi più illustri della società.
A partire dal Medioevo e oltre il Rinascimento, i ritratti non sono mai stati solo semplici rappresentazioni della fisionomia, ma mostrano sempre uno sguardo interpretativo dell'artista sul soggetto.
Nel corso dei secoli lo sguardo dell'artista è cambiato giungendo a soluzioni sempre nuove e inaspettate, passando per la pittura rappresentativa, realistica e astratta. Alla mostra di Marcel Gave sono esposti alcuni ritratti realizzati con tecniche digitali in vari stili e formati.
Chi li guarda non si trova nella posizione di uno spettatore qualunque, ma in quella privilegiata dell’artista stesso che lo fa sentire parte di quella storia.
Una libertà e una licenza che Marcel Gave si prende non solo per le modalità di realizzazione del ritratto, ma anche nella scelta del soggetto.”





Il Codice Gave

L’opportunità di un confronto tra un prodotto espositivo “macro” e possibili evoluzioni smArt App “micro

Il Codice Gave
                applicato alla Gioconda

In omaggio al Cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, Marcel Gave aveva riprodotto, con una nuova tecnica digitale sia il ritratto di Leonardo sia quello dell'Uomo Vitruviano, per una mostra che doveva essere inaugurata nel 2019. Nell’attesa del nuovo allestimento, l’autore ha ritenuto opportuno riprodurre anche la Gioconda per farne una trilogia, attraverso un progetto insolito e originale.
Da icona del Rinascimento a interprete moderna dell’arte.
Proprio come Sapeck (Eugène Bataille) nel 1883 con la Gioconda che fuma, e Marcel Duchamp nel 1919 con la Gioconda coi baffi.
L’opera di Leonardo viene reinterpretata anche per mano di Marcel Gave attraverso una nuova forma d’espressione che potremmo definire crypto Art, ma che vive nel mondo reale al di fuori della tecnologia blockchain.
Da un'arte universale e senza tempo, come l’opera leonardesca, al sistema criptato generato con il Codice Gave e applicato alla Gioconda per realizzare l'opera digitale. Se, la Crypto Art, come gli addetti ai lavori affermano, è la blockchain della creatività, difronte a questa elaborazione, si può parlare di un’opera criptata fuori da una blockchain e non legata a transazioni e crypto valute?
L'opera è stata svelata al pubblico all'inaugurazione della mostra, l’autore ha voluto definire questo giorno, il Gioconday del periodo espositivo.

Marcello Boccaccini a.k.a. Marcel Gave

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